Quante volte mi sono detta: "questa cosa è meglio non scriverla", "questa parte del discorso è meglio eliminarla"..tantissime; e a volte solo forse per eccessiva precauzione.
Il fatto che la gente, leggendoti, possa capire male spaventa un po'.
Le parole non sono dei numeri in una addizione o moltiplicazione che cambiati di posto danno sempre lo stesso risultato! No, con le parole tutto è un tantino più complicato.
I vari blog "d'opinione", come questo, devono passare al vaglio della cosiddetta "autocensura": ..controllo preventivo delle proprie azioni o espressioni...
Sono dell'idea che non è necessario dire sempre la propria, esprimere quello che si ha in testa ovunque e ad ogni costo. Si deve cercare di capire quando è il momento giusto per parlare, e quando, soprattutto, è quello giusto per tacere.
Le opinioni non sono innocue, possono distruggere una persona più della verità. Possono denigrare "a prescindere", possono nascere dalla cattiveria e dall'invidia; rare sono quelle opinioni che si possono definire oggettive. E' difficile trovare un'opinione completamente slegata dagli ideali, dai vari orientamenti culturali del soggetto che l'ha formulata. C'è quel vizio di fondo che devia il tutto: il "secondo me"..che spesso uso quando scrivo. Bisogna fare attenzione a come usarlo, necessita di molta umiltà!
L'autocensura ha a che vedere con la coscienza: tra i tanti significati essa è un sistema di valori morali di una persona che permette di approvare o disapprovare i propri atti, propositi; senso del dovere, della responsabilità professionale.
Chi scrive ha il dovere verso i potenziali lettori di "scrivere secondo coscienza"
Domandarsi, per esempio, non due ma cento volte se è giusto scrivere che quello/a è un assassino/a, prima ancora che la verità venga stabilita da autorità competenti. Si macchierà a vita una persona anche se poi risulterà innocente.
"Domandarsi se è giusto e necessario", da questo concetto si dovrebbe partire per scrivere, come per cimentarsi in qualsiasi altra professione che abbia a che fare con la diffusione di notizie ecc.
Troppe volte si leggono in giro cose inutili, che spesso, purtroppo, si rivelano essere le più dannose.
Diversa cosa è invece la censura vera e propria.
Là dove c'era una libera scelta su cosa dire, fare, tacere, subentra una forza esterna che obbliga, senza se e senza ma, a "chiudere bottega".
Secondo la tradizione dell'antica Roma, nel 443 a.C. il compito di tenere il censimento sarebbe stato sottratto alle competenze dei consoli e affidato a due nuovi magistrati, i censori. Da questa competenza, probabilmente, si sviluppò una generale supervisione sulla condotta morale dei cittadini: la "cura morum" che conferiva ai censori ampi poteri di intervento su diversi aspetti della vita pubblica e privata.
Nel Medioevo la censura fu quasi tutta ecclesiastica e fu severissima in ogni campo, ma specialmente in quello dottrinario. L'introduzione dei caratteri a stampa e la conseguente facilità di divulgazione del libro misero in allarme la potestà censoria della Chiesa. Già nel 1480 gli stampatori chiedevano l'approvazione per i libri che intendevano pubblicare; la pratica divenne norma costante e nel 1501 una costituzione apostolica la sancì istituendo l'imprimatur ("si stampi").
Il controllo censorio sui libri e sugli spettacoli divenne particolarmente pesante e severo nel periodo della Controriforma quando la dottrina del libero esame e gli effetti dei principi dell'Umanesimo, minacciavano un'aperta ribellione a ogni imposizione costrittiva.
Il secolo dei lumi (1700), nel campo specifico, dichiarava la libertà di pensiero e nella "Dichiarazione dei diritti dell'uomo" proclamerà la libertà di stampa (1789).
In Italia, raggiunta l'unità, la censura fu affidata ai prefetti, che dovevano essere attenti verso quanto si opponesse alla morale, all'ordine pubblico o costituisse "eccitamento all'odio di classe".
Il Fascismo accentrò il potere censorio costituendo un ufficio apposito a Roma e ne rese più pesanti e restrittivi i controlli; l'ufficio rimase in funzione fino al 1966 sebbene con indirizzo più liberaleggiante.
La censura preventiva è quasi completamente scomparsa, al giorno d'oggi possiamo dire, ma viene reintrodotta sotto forma di censura repressiva a livello ufficioso, tramite associazioni religiose o laiche che, in qualche caso, denunciano all'autorità giudiziaria quanto nel loro "codice" ritengono offensivo nei confronti della morale pubblica ecc.
Organi di stampa e opinione pubblica dibattono il problema dell'eliminazione di ogni tipo di censura come segno di una raggiunta maturità civile e democratica di autocontrollo.
Abbiamo raggiunto questa maturità civile e democratica?
Da quello che si legge e si sente in giro, non credo! O sei dalla "parte giusta" oppure hai vita breve. Temo che le cose funzioni un po' così ancora adesso.
Quella "parte giusta" che sta affondando l'Italia, un paese che per la sua storia, per la sua cultura merita degli italiani migliori.
Paese che fa fatica ad accettare la sua parte omosessuale, quella che sono sicura, non offende nemmeno Dio.
Paese che cancella programmi televisivi, e "esilia" giornalisti dal servizio pubblico.
Paese che fa fatica a far passare "cazzo" tra le parole di un testo di una canzone d'amore.
Paese che non sa come inserire i giovani in un futuro collettivo di rinascita e ideali.
Paese che non essendo mai stato veramente unito, sta cercando ancora la propria identità.
Saremo mai, realmente liberi? ..Quando accadrà sarà sempre troppo tardi!
- Sai una cosa Snoopy? lo la gente non la capisco..per quanto mi sforzi, non riesco proprio a capirla. Snoopy- Capisco come si sente… io ho smesso di cercare di capire la gente da molto tempo. Adesso lascio che cerchino loro di capire me.
lunedì 24 ottobre 2011
martedì 18 ottobre 2011
L'angolo della poesia 11
"ProtagonistiPercorso:ANSA.it > Protagonisti > News
Andrea Zanzotto
18 ottobre, 15:47
di Mauretta Capuano
Aveva appena festeggiato i 90 anni con gli auguri del presidente Giorgio Napolitano, Andrea Zanzotto, uno degli ultimi grandi poeti del secondo Novecento, di cui' noto' per primo i versi Giuseppe Ungaretti e che Federico Fellini chiamo' per il suo Casanova. Morto oggi all'ospedale di Conegliano, nel suo Veneto che non ha mai abbandonato e per il quale non voleva la secessione, Zanzotto era nato a Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, il 10 ottobre del 1921.
Da sempre impegnato in difesa dell'ambiente, ha trovato nei boschi, nei cieli, nel paesaggio della campagna veneta la sua ispirazione fin dall'infanzia, quando bambino andava con il padre pittore, antifascista, a contemplare il paesaggio che poi ritrovava a casa, nei suoi quadri. E proprio versi dedicati al padre ha voluto leggere il giorno del suo compleanno in cui e' rimasto ''toccato'' dalle parole dell'''amico'' Napolitano che ha ricordato i ''comuni trascorsi studenteschi a Padova negli anni della guerra e dell'antifascismo''.
''La ringrazio - ha scritto il Capo dello Stato nella lettera per Zanzotto ora raccolta nel volume 'Nessun consuntivo (Ed.Antiga) - per questa severita' appassionata dei suoi messaggi, per l'amore che rivolge alla natura ferita cosi' come alla gente del suo Veneto''. ''Dal paesaggio - aveva piu' volte detto Zanzotto - ricevevo una forza di bellezza e tranquillita'. Ecco perche' la distruzione del paesaggio e' stata per me un lutto terribile''. Cosi' come e' stata una grande sofferenza veder crescere l'anima leghista. Recentemente il poeta non aveva risparmiato parole dure al Carroccio dicendo di provare ''repulsione'' ogni volta che sentiva la Lega parlare dell'Unita' d'Italia. E il giorno del suo novantesimo compleanno, festeggiato al Caffe' Pedrocchi di Padova, con Zanzotto collegato in video-conferenza perche' ormai non usciva piu' di casa, non e' mancata la protesta di Roberto Marcato, vice presidente della Provincia di Padova, per non essere stato invitato al tavolo dei relatori ''perche' appartengo a un partito che parla di secessione''.
A Padova, la citta' in cui si era laureato in Lettere nel 1942 con fra gli insegnanti Diego Valeri, e di cui aveva la cittadinanza onoraria, Zanzotto era molto legato. Ma, il poeta del paesaggio e delle angosce e ossessioni del nostro tempo, aveva piu' volte spiegato di scrivere versi ''per attraversare quest'epoca rotta e maledetta''. E a novant'anni aveva comunque parole di speranza per i giovani: ''c'e' sempre una possibilita' positiva. Come la scoperta scientifica dei neutrini''. Piu' del suo compleanno, aveva detto all'ANSA, ''mi interessa la scoperta dei neutrini che superano la velocita' della luce. E' una specie di miracolo che mi attira e vorrei approfondire, per quanto possibile''.
Autore prolifico di raccolte in versi ma anche di testi in prosa come 'Sull'Altopiano', Zanzotto ha usato il dialetto in un quarto della sua opera. Nel 1951 usci' la sua prima raccolta 'Dietro il paesaggio' con cui vinse il Premio San Babila per gli inediti che aveva in giuria Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo, Leonardo Sinisgalli e Vittorio Sereni. Ma e' nel 1968 che venne pubblicata la sua raccolta, tuttora considerata la fondamentale della sua opera, 'La belta'', presentata a Roma da Pier Paolo Pasolini, a Milano da Franco Fortini e recensita sul Corriere della sera da Eugenio Montale.
Poeta di ispirazione neoclassica, lontano da 'I Novissimi' Nanni Balestrini, Elio Pagliarani, Edoardo Sanguineti, Alfredo Giuliani e Antonio Porta, Zanzotto ha raccontato il silenzio della natura e la violenza della storia in tutti i suoi versi raccolti da Mondadori per i suoi novant'anni in 'Tutte le poesie' (Oscar) - da 'Dietro il paesaggio' al recenti 'Meteo' e 'Conglomerati' - con introduzione di Stefano Dal Bianco, tra i massimi esegeti del poeta, autore fra l'altro di libri come 'Elegia ed altri versi' e 'Fosfeni'. Nel '99 era uscito il Meridiano 'Poesie e Prose'. La collaborazione dal 1976 con Fellini e con la moglie Giulietta Masina, che e' stata madrina del Premio Comisso di Treviso, e' ben documentato nel libro 'Il cinema brucia e illumina', a cura di Luciano De Giusti, appena uscito per Marsilio che comprende una lettera inedita di Fellini e una preziosa conversazione sul cinema di Zanzotto"
AL MONDO
Mondo, sii, e buono;
esisti buonamente,
fa' che, cerca di, tendi a, dimmi tutto,
ed ecco che io ribaltavo eludevo
e ogni inclusione era fattiva
non meno che ogni esclusione;
su bravo, esisti,
non accartocciarti in te stesso in me stesso.
Io pensavo che il mondo così concepito
con questo super-cadere super-morire
il mondo così fatturato
fosse soltanto un io male sbozzolato
fossi io indigesto male fantasticante
male fantasticato mal pagato
e non tu, bello, no tu "santo" e "santificato"
un po' più in là, da lato, da lato.
Fa' di (ex-de-ob ecc.)-sistere
e oltre tutte le preposizioni note e ignote,
abbi qualche chance,
fa' buonamente un po';
il congegno abbia gioco.
Su, bello su.
Su, munchhausen.
Testo, questo, tra i più importanti di Zanzotto. In esso si indaga la potenzialità del linguaggio. Fin dall'inizio la possibilità che il mondo si esprima nella sua oggettività coincide con la possibilità di rivelarsi linguisticamente. E come illusoria (e ironica) è la prima speranza, così lo è, a maggior ragione, la seconda. Il linguaggio è infatti una prerogativa del soggetto e non dell'oggetto: è l'uomo che tenta di conoscere linguisticamente le cose, e non sono le cose che si mostrano nella mediazione linguistica. In queste condizioni, il tentativo di dare al mondo un senso servendosi del linguaggio corrisponde al tentativo paradossale di Munchhausen(il barone di Munchhausen è un personaggio letterario creato da R.E.Raspe, 1737-1794) che voleva uscire dalla palude tirandosi da solo per i capelli.
FONTE:
(per l'articolo)
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/protagonisti/2011/10/18/visualizza_new.html_670634419.html
Andrea Zanzotto
18 ottobre, 15:47
di Mauretta Capuano
Aveva appena festeggiato i 90 anni con gli auguri del presidente Giorgio Napolitano, Andrea Zanzotto, uno degli ultimi grandi poeti del secondo Novecento, di cui' noto' per primo i versi Giuseppe Ungaretti e che Federico Fellini chiamo' per il suo Casanova. Morto oggi all'ospedale di Conegliano, nel suo Veneto che non ha mai abbandonato e per il quale non voleva la secessione, Zanzotto era nato a Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, il 10 ottobre del 1921.
Da sempre impegnato in difesa dell'ambiente, ha trovato nei boschi, nei cieli, nel paesaggio della campagna veneta la sua ispirazione fin dall'infanzia, quando bambino andava con il padre pittore, antifascista, a contemplare il paesaggio che poi ritrovava a casa, nei suoi quadri. E proprio versi dedicati al padre ha voluto leggere il giorno del suo compleanno in cui e' rimasto ''toccato'' dalle parole dell'''amico'' Napolitano che ha ricordato i ''comuni trascorsi studenteschi a Padova negli anni della guerra e dell'antifascismo''.
''La ringrazio - ha scritto il Capo dello Stato nella lettera per Zanzotto ora raccolta nel volume 'Nessun consuntivo (Ed.Antiga) - per questa severita' appassionata dei suoi messaggi, per l'amore che rivolge alla natura ferita cosi' come alla gente del suo Veneto''. ''Dal paesaggio - aveva piu' volte detto Zanzotto - ricevevo una forza di bellezza e tranquillita'. Ecco perche' la distruzione del paesaggio e' stata per me un lutto terribile''. Cosi' come e' stata una grande sofferenza veder crescere l'anima leghista. Recentemente il poeta non aveva risparmiato parole dure al Carroccio dicendo di provare ''repulsione'' ogni volta che sentiva la Lega parlare dell'Unita' d'Italia. E il giorno del suo novantesimo compleanno, festeggiato al Caffe' Pedrocchi di Padova, con Zanzotto collegato in video-conferenza perche' ormai non usciva piu' di casa, non e' mancata la protesta di Roberto Marcato, vice presidente della Provincia di Padova, per non essere stato invitato al tavolo dei relatori ''perche' appartengo a un partito che parla di secessione''.
A Padova, la citta' in cui si era laureato in Lettere nel 1942 con fra gli insegnanti Diego Valeri, e di cui aveva la cittadinanza onoraria, Zanzotto era molto legato. Ma, il poeta del paesaggio e delle angosce e ossessioni del nostro tempo, aveva piu' volte spiegato di scrivere versi ''per attraversare quest'epoca rotta e maledetta''. E a novant'anni aveva comunque parole di speranza per i giovani: ''c'e' sempre una possibilita' positiva. Come la scoperta scientifica dei neutrini''. Piu' del suo compleanno, aveva detto all'ANSA, ''mi interessa la scoperta dei neutrini che superano la velocita' della luce. E' una specie di miracolo che mi attira e vorrei approfondire, per quanto possibile''.
Autore prolifico di raccolte in versi ma anche di testi in prosa come 'Sull'Altopiano', Zanzotto ha usato il dialetto in un quarto della sua opera. Nel 1951 usci' la sua prima raccolta 'Dietro il paesaggio' con cui vinse il Premio San Babila per gli inediti che aveva in giuria Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo, Leonardo Sinisgalli e Vittorio Sereni. Ma e' nel 1968 che venne pubblicata la sua raccolta, tuttora considerata la fondamentale della sua opera, 'La belta'', presentata a Roma da Pier Paolo Pasolini, a Milano da Franco Fortini e recensita sul Corriere della sera da Eugenio Montale.
Poeta di ispirazione neoclassica, lontano da 'I Novissimi' Nanni Balestrini, Elio Pagliarani, Edoardo Sanguineti, Alfredo Giuliani e Antonio Porta, Zanzotto ha raccontato il silenzio della natura e la violenza della storia in tutti i suoi versi raccolti da Mondadori per i suoi novant'anni in 'Tutte le poesie' (Oscar) - da 'Dietro il paesaggio' al recenti 'Meteo' e 'Conglomerati' - con introduzione di Stefano Dal Bianco, tra i massimi esegeti del poeta, autore fra l'altro di libri come 'Elegia ed altri versi' e 'Fosfeni'. Nel '99 era uscito il Meridiano 'Poesie e Prose'. La collaborazione dal 1976 con Fellini e con la moglie Giulietta Masina, che e' stata madrina del Premio Comisso di Treviso, e' ben documentato nel libro 'Il cinema brucia e illumina', a cura di Luciano De Giusti, appena uscito per Marsilio che comprende una lettera inedita di Fellini e una preziosa conversazione sul cinema di Zanzotto"
AL MONDO
Mondo, sii, e buono;
esisti buonamente,
fa' che, cerca di, tendi a, dimmi tutto,
ed ecco che io ribaltavo eludevo
e ogni inclusione era fattiva
non meno che ogni esclusione;
su bravo, esisti,
non accartocciarti in te stesso in me stesso.
Io pensavo che il mondo così concepito
con questo super-cadere super-morire
il mondo così fatturato
fosse soltanto un io male sbozzolato
fossi io indigesto male fantasticante
male fantasticato mal pagato
e non tu, bello, no tu "santo" e "santificato"
un po' più in là, da lato, da lato.
Fa' di (ex-de-ob ecc.)-sistere
e oltre tutte le preposizioni note e ignote,
abbi qualche chance,
fa' buonamente un po';
il congegno abbia gioco.
Su, bello su.
Su, munchhausen.
Testo, questo, tra i più importanti di Zanzotto. In esso si indaga la potenzialità del linguaggio. Fin dall'inizio la possibilità che il mondo si esprima nella sua oggettività coincide con la possibilità di rivelarsi linguisticamente. E come illusoria (e ironica) è la prima speranza, così lo è, a maggior ragione, la seconda. Il linguaggio è infatti una prerogativa del soggetto e non dell'oggetto: è l'uomo che tenta di conoscere linguisticamente le cose, e non sono le cose che si mostrano nella mediazione linguistica. In queste condizioni, il tentativo di dare al mondo un senso servendosi del linguaggio corrisponde al tentativo paradossale di Munchhausen(il barone di Munchhausen è un personaggio letterario creato da R.E.Raspe, 1737-1794) che voleva uscire dalla palude tirandosi da solo per i capelli.
FONTE:
(per l'articolo)
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/protagonisti/2011/10/18/visualizza_new.html_670634419.html
domenica 16 ottobre 2011
Interviste a Cassandra De Rosa :)
Passiamo a cose un pò più allegre va, come la musica :)
"Buongiorno a tutti i nostri Followers! Siete svegli? Oggi, come già anticipato a chi ci segue su Facebook, Fattorie Musicali ha voluto conoscere più da vicino Cassandra de Rosa. Cassandra è originaria di Firenze, e molti si ricorderanno di lei per la partecipazione all’ edizione 2008 della trasmissione “Amici” condotta da Maria de Filippi.
1) Cassandra! Presentati agli amici di Radiostar
Ciao agli amici di Radiostar!! Mi chiamo Cassandra De Rosa vengo da Firenze e sono una cantante, alcuni si ricorderanno di me grazie alla mia partecipazione nel 2007/08 nella scuola più famosa di Italia: “Amici”, in onda su Canale 5.
2)E’ il tuo nome di battesimo? Perché lo hai scelto?
Ebbene sì mi chiamo Cassandra. Vi sono diverse versioni sull’origine del dono profetico di Cassandra, quella più simpatica datami da persone che a volte mi capita di incontrare è “ehi ma è vero che non ti crede nessuno e che porti iella?” io, sconcertata ma col sorriso, dico ”non solo questo, prevedo anche il futuro!!”. In realtà quella vera è che Apollo, per guadagnare il suo amore, le donò la dote profetica ma, una volta ricevuto il dono, Cassandra rifiutò di concedersi a lui quindi il dio le sputò sulle labbra e con questo gesto la condannò a restare sempre inascoltata.
3) Parlaci del tuo percorso artistico fino ad ora. Da quanto tempo fai musica?
Ho iniziato a cantare fin da piccola, nonostante nella mia vita ci siano stati momenti in cui ho avuto anche altre passioni, il canto ha cominciato ad appartenermi fin dai miei 13 anni, quando anche mio padre si accorse delle mie capacità e cominciò a presentarmi nei vari festival canori nella mia regione, la Toscana.
Mi sono aggiudicata dei primi premi e ho cominciato a prendere confidenza con il palco e il pubblico poi, ancora acerba, cominciai insieme ad un amico a proporre la nostra serata piano bar in tutte le feste di paese riscuotendo un discreto successo. Si sa, l’adolescenza e le amicizie un po’ influiscono a quell’età quindi ogni tanto per non rimanere senza amici rinunciavo alle serate per divertirmi come tutte le mie coetanee, ma questo non durò a lungo perché quando vivi per qualcosa non puoi abbandonare o tradire la tua passione. Fu così che cominciai a prendere tutto più seriamente.
Dopo anni di gavetta, e avendo un età più idonea ad altri concorsi, ho tentato quello più improbabile, ovvero “Amici” e dico “improbabile” perché era un sogno, era lontano, non era realtà ma tv e pensavo che solo quelli bravissimi e con conoscenze potessero prenderne parte. Nonostante ciò, dopo 3 anni di provini e porte in faccia, arrivò il mio momento.
Ero incredula, non poteva essere.
Ricordo tutto benissimo, è stato un grande regalo dopo la gavetta.
Iniziò così l’ avventura.
4) Parlaci della tua musica. Qual è il genere che più ti rappresenta? Ti piace sperimentare per ottenere nuove sonorità?
Il mio genere musicale non è ancora ben definito, mi piace spaziare. Ascolto tanti generi dal pop leggero, jazz, blues, country fino al funky al metal… Mi piace sperimentare, infatti in questo mio ultimo disco “semplicemente…sole” possiamo trovare un pop-rock. Naturalmente il mio sperimentare non mi porta mai a stravolgere la mia personalità o il mio look, quello che trovate nella nuova Cassandra è semplicemente dato dalle varie esperienze passate dopo il programma televisivo e anche esperienze sentimentali, tramite le quali ho scoperto una Cassandra anche sensuale come tutte le donne.
5) Ti emoziona di più il calore del pubblico o l’ esecuzione magistrale di uno dei tuoi brani?
Il calore del pubblico è quello che mi dà la forza sia per salire sul palco sia per iniziare: se il calore è tanto allora è normale riuscire a tirare fuori il meglio di sé!
A volte, quando mi sono trovata davanti ad un pubblico difficile, mi sono però sentita in “competizione”, volevo riuscire a farli alzare da quelle sedie e a farli interagire con me perché quando ci riesci vi assicuro che il tutto è davvero energico.
6) Quanti album hai all’ attivo? Quali progetti hai in mente per il futuro?
Sono al mio secondo album, sono passati due anni da Gocce in Mare Aperto, un’esperienza sicuramente positiva ma che allo stesso tempo appartiene ad una Cassandra diversa da quella attuale.
Per il mio futuro mi auguro che questo disco prodotto da Mya Music e distribuito da Edel abbia il successo che merita e questo lo decreterà il pubblico. Mi auguro di partecipare al Festival di Sanremo, di presentarlo ad Amici e poi, ovviamente, per un futuro ancora più bello sarebbe sufficiente la salute, una bella famiglia, la felicità e,ancora, tanta tanta musica.
7) RadiostarTV, che cos’è per te? Perché ti sei iscritta?
Radiostar è arrivato per caso, mi ha segnalata una mia sostenitrice, infatti quando sono arrivate le domande non avevo capito di cosa si trattasse, poi mi sono informata e vi devo veramente un bel grazie! Radiostar è un’ opportunità, trattandosi di una webtv che permette a noi artisti di pubblicizzare il nostro lavoro e il nostro percorso.
8) Un sapore, un suono e una fragranza che descrivano la tua musica.
Ecco che arriva la domanda difficile, beh vuoi sapere come l’ho intesa? Allora,..un sapore potrebbe essere la marmellata alle more, perché è dolce ma non troppo quindi la mangeresti di continuo in più sta bene sul pane, sulle gallette, nello yogurt, sulla frutta..poi un suono potrebbe essere quello che emette il mare, può essere calmo, agitato, di diversi colori dati dalla luce del sole o dal fondale…
per finire la fragranza..beh ogni giorno sento tanti odori ma l’unico che mi rimane è sempre il solito: l’odore del profumo e della pelle di mia nonna..direi puro come la fragranza di un angelo.
9) Convinci gli amici di Radiostar a visitare la tua pagina e ascoltare i tuoi brani.
Amici di Radiostar visitate il mio sito www.cassandraderosa.it , leggete qualche informazione, fatevi un giro anche su youtube così nel frattempo mi potrete dire cosa ne pensate del mio nuovo singolo “Ma ora no” e poi deciderete voi se acquistare il mio disco su i tunes (dove esiste anche l’anteprima di ognuno degli 11 brani) o in un negozio di musica.
Se dovesse convincervi, anche perchè come si suol dire “provare per credere”, allora mi avrete resa felice: sarebbe un’ulteriore conferma della mia maturazione; in caso contrario sarei felice perché avrete comunque ascoltato la mia voce. Mi raccomando, non scaricatelo illegalmente."
"
"
(by Assurdo Pensare. Per leggere l'articolo cliccare sull'immagine, aprirla in un'altra scheda e ingrandirla XD)
"INTERVISTA A CASSANDRA DE ROSA
SEMPLICEMENTE LA MUSICA
di Valentina Greggio
Pubblicato domenica 16 ottobre 2011 - NSC anno VIII n. 2
Cassandra De Rosa racconta a NonSoloCinema del suo nuovo album "Semplicemente...Sole" e dei suoi progetti musicali.
NSC: Il tuo percorso musicale importante inzia con la partecipazione del 2007/8 ad Amici. Anno importante dal punto di vista dei concorrenti, ha vinto Marco Carta, c’era anche Laura Bonanno, ragazzi che poi si sono fatti notare dal pubblico. Come ricordi quella esperienza? Che cosa ti ha dato?
C.D.R.: Nel 2007/08 ho partecipato al talent show di canale 5 “Amici”. Dopo anni di gavetta come fanno tutti coloro che coltivano una passione, e avendo un età idonea per provare i concorsi, ho tentato quello più improbabile di "Amici". Dico improbabile perché per me era un sogno, lo vedevo lontano, non era realtà, ma credevo che solo quelli più bravi e con le giuste conoscenze potessero prenderne parte. Dopo tre anni di provini e porte in faccia però arrivò il mio momento! Ero incredula, stava accadendo proprio a me! Lo ricordo come se fosse ora: è stato un grande regalo dopo un lungo periodo di gavetta e di sofferenze che si provano quotidianamente nella vita. Iniziò così l’ avventura. Essere allieva di una delle più prestigiose scuole della tv italiana non era per niente male e chi se lo sarebbe mai aspettato! Durante le prime serate del serale, dopo aver affrontato nei mesi precedenti un percorso che mi aveva portata a perdere le certezze con cui ero entrata, ho dimostrato una grinta nuova, spogliandomi delle mie paure serata dopo serata, raggiungendo un livello professionale molto alto: mi ricordo gli apprezzamenti e i complimenti positivi dopo l’esibizione con Gianni Morandi, perfino mi dissero che ero già pronta per un palcoscenico come quello sanremese. A due settimane dalla finalissima sono stata eliminata nonostante la quarta posizione in classifica, ma l’eliminazione è stata comunque un’occasione positiva: ha fatto parlare di me, mi ha fatto conoscere i miei sostenitori e mi ha catapultata a esibirmi su palchi rinomati in occasione del tour di "Amici". Nel mio anno vinse Marco Carta che adesso conosciamo tutti per i suoi numerevoli successi.
NSC: Con Marco Carta ti sei esibita insieme. Sei rimasta in contatto con alcuni di loro?
C.D.R.: Con Marco Carta mi sono esibita sul palco di Amici e grazie a lui anche sul palco dell’Alcatraz durante una delle tante tappe del suo tour: quella sera era presente un grande pubblico, ma anche Laura Pausini e Paolo Carta; indubbiamente è stata una grande occasione. Sono rimasta in ottimi rapporti anche con molti altri dei miei colleghi della scuola di Amici di altre edizioni.
NSC: Cosa ne pensi di tutti i nuovi talent musicali che si sono sviluppati in questi anni?
C.D.R.: “Amici” è l’unico nel suo genere, gli altri programmi sono altrettanto validi e da apprezzare però: basti pensare al caso Tony Maiello bocciato ad Amici, ma arrivato in finale a X-Factor! Ci sono poi anche i talent per i più piccoli, dove possiamo ascoltare bambini e adolescenti con grandi capacità vocali.
NSC: Consiglieresti a un ragazzo con la passione per la musica a partecipare?
C.D.R.: In questi ultimi anni ho scoperto tante persone che mi sostengono e mi apprezzano, ma tanti anche che mi giudicano perchè vengo da un talent televisivo; ultimamente mi è capitato di vedere queste persone durante i provini che mandano in onda: credo che si possa essere musicista e affermarsi suonando in grandi band o per grandi artisti senza la necessità di essere riconosciuti per strada. Oltre alla pura passione per la musica c’è anche interesse verso la notorietà che ti danno questi talent, che ti danno visibilità e la possibilità di essere poi contattati dalle grandi major e di avere quindi un gran pubblico che ti segue. I grandi cantanti che abbiamo nel panorama musicale italiano hanno partecipato a Sanremo, Festivalbar, altri sono emersi e basta; dipende credo da quello che cerchi e che vuoi fare, ma anche dalla fortuna e dal talento.
NSC: E’ uscito il tuo album Semplicemente...sole, dopo l’esperienza del tuo primo Ep del 2009 Goccie in mare aperto. Emozionata alla "prova" album?
C.D.R.: Sono passati due anni da Gocce in Mare Aperto, un’esperienza sicuramente positiva ma che rispecchia una Cassandra diversa da quella attuale. Con quest’ultimo lavoro discografico, in particolare, mi aspetto che i miei sostenitori notino la mia maturazione artistica della quale sono davvero soddisfatta! Per me è stato un sogno sin dalle prime fasi della realizzazione dell’album: registrarlo negli stessi studi dove hanno inciso altri grandi artisti internazionali (Adele, Leona Lewis, Michael Bublè) mi ha fatto sentire al settimo cielo. Sono davvero emozionata per questo, è una grande responsabilità, ma ho tenacia e ho tante belle persone intorno che mi sostengono.
NSC: Cosa puoi raccontarci della lavorazione? Quanto tempo ti ha impegnato?
C.D.R.: Questo progetto ha richiesto molto tempo sia da parte degli autori che da parte mia. Vi ho dedicato più di un anno della mia vita, perchè ogni canzone potesse essere una parte di me: tutto il lavoro di introspezione che avevo intrapreso non era ancora sufficiente per far sì che il progetto avesse la qualità che ci aspettavamo. Per questo motivo abbiamo voluto andare a Londra, proprio per staccarci da quelli che sono gli stereotipi italiani attuali, che noi artisti usciti dai talent facciamo tanta fatica a scrollarci di dosso.
NSC: Nell’album si mescolano varie sonorità, dal rock melodico di Ma ora no a quelle più intime di Opportunità. L’album è anche un lavoro sulle emozioni?
C.D.R.: L’album parla di me e delle emozioni provate in questi 2 anni di "silenzio". C’è dietro un lungo lavoro di introspezione: si parla di tradimento, di sensualità, di scelte importanti, di gioie e dolori vissuti sia all’interno di una coppia ma anche provati nel ruolo di figlia. Si trattano anche temi riguardanti il degrado sociale.
NSC: C’è una canzone dell’album a cui sei particolarmente legata?
C.D.R.: L’intero album rispecchia una mia condizione personale; forse è anche grazie a questo che sono riuscita a dare il meglio di me nell’interpretarlo.
NSC: Ti coprirei d’amore, Non mi manchi neanche un po’ Devi fidarti di te portano anche la tua firma. Com’è stata l’esperienza con la scrittura?
C.D.R.: Questi brani che hai menzionato portano la mia firma, ma anche la grande firma di Saverio Grandi, colui che ha iniziato subito dopo Amici a condurmi su questa via. E’ stata una bellissima esperienza e spero di coltivarla nel tempo per farsì che il mio messaggio arrivi sempre più diretto a chi mi ascolta.
NSC: Quali sono i tuoi progetti? Dei concerti dal vivo?
C.D.R.: I miei progetti sono tanti: spero che questo disco abbia il giusto riscontro con gli ascoltatori, spero di riuscire a partecipare al Festival di Sanremo e spero, con l’arrivo delle festività e la prossima stagione estiva, di esibirmi in concerti live. La mia etichetta discografica si sta già mettendo in contatto con diverse agenzie. Colgo l’occasione per invitare chiunque fosse interessato ai miei live di contattarci tramite il sito www.cassandraderosa.it"
Sul nostro canale youtube (http://www.youtube.com/user/cosabolleinpentola?feature=chclk#p/u ) potete trovarne diverse, di interviste del genere..io vi segnalo l'intervista di Cassandra a radio Rai Internazionale:
PRIMA PARTE:
SECONDA PARTE:
TERZA PARTE:
QUARTA E ULTIMA PARTE:
FONTE
(per i due articoli)
http://www.radiostar.it/dettnews_blog.php?idpost=1&data=15%3A09%3A30
http://www.nonsolocinema.com/Intervista-a-Cassandra-De-Rosa_23744.html
"Buongiorno a tutti i nostri Followers! Siete svegli? Oggi, come già anticipato a chi ci segue su Facebook, Fattorie Musicali ha voluto conoscere più da vicino Cassandra de Rosa. Cassandra è originaria di Firenze, e molti si ricorderanno di lei per la partecipazione all’ edizione 2008 della trasmissione “Amici” condotta da Maria de Filippi.
1) Cassandra! Presentati agli amici di Radiostar
Ciao agli amici di Radiostar!! Mi chiamo Cassandra De Rosa vengo da Firenze e sono una cantante, alcuni si ricorderanno di me grazie alla mia partecipazione nel 2007/08 nella scuola più famosa di Italia: “Amici”, in onda su Canale 5.
2)E’ il tuo nome di battesimo? Perché lo hai scelto?
Ebbene sì mi chiamo Cassandra. Vi sono diverse versioni sull’origine del dono profetico di Cassandra, quella più simpatica datami da persone che a volte mi capita di incontrare è “ehi ma è vero che non ti crede nessuno e che porti iella?” io, sconcertata ma col sorriso, dico ”non solo questo, prevedo anche il futuro!!”. In realtà quella vera è che Apollo, per guadagnare il suo amore, le donò la dote profetica ma, una volta ricevuto il dono, Cassandra rifiutò di concedersi a lui quindi il dio le sputò sulle labbra e con questo gesto la condannò a restare sempre inascoltata.
3) Parlaci del tuo percorso artistico fino ad ora. Da quanto tempo fai musica?
Ho iniziato a cantare fin da piccola, nonostante nella mia vita ci siano stati momenti in cui ho avuto anche altre passioni, il canto ha cominciato ad appartenermi fin dai miei 13 anni, quando anche mio padre si accorse delle mie capacità e cominciò a presentarmi nei vari festival canori nella mia regione, la Toscana.
Mi sono aggiudicata dei primi premi e ho cominciato a prendere confidenza con il palco e il pubblico poi, ancora acerba, cominciai insieme ad un amico a proporre la nostra serata piano bar in tutte le feste di paese riscuotendo un discreto successo. Si sa, l’adolescenza e le amicizie un po’ influiscono a quell’età quindi ogni tanto per non rimanere senza amici rinunciavo alle serate per divertirmi come tutte le mie coetanee, ma questo non durò a lungo perché quando vivi per qualcosa non puoi abbandonare o tradire la tua passione. Fu così che cominciai a prendere tutto più seriamente.
Dopo anni di gavetta, e avendo un età più idonea ad altri concorsi, ho tentato quello più improbabile, ovvero “Amici” e dico “improbabile” perché era un sogno, era lontano, non era realtà ma tv e pensavo che solo quelli bravissimi e con conoscenze potessero prenderne parte. Nonostante ciò, dopo 3 anni di provini e porte in faccia, arrivò il mio momento.
Ero incredula, non poteva essere.
Ricordo tutto benissimo, è stato un grande regalo dopo la gavetta.
Iniziò così l’ avventura.
4) Parlaci della tua musica. Qual è il genere che più ti rappresenta? Ti piace sperimentare per ottenere nuove sonorità?
Il mio genere musicale non è ancora ben definito, mi piace spaziare. Ascolto tanti generi dal pop leggero, jazz, blues, country fino al funky al metal… Mi piace sperimentare, infatti in questo mio ultimo disco “semplicemente…sole” possiamo trovare un pop-rock. Naturalmente il mio sperimentare non mi porta mai a stravolgere la mia personalità o il mio look, quello che trovate nella nuova Cassandra è semplicemente dato dalle varie esperienze passate dopo il programma televisivo e anche esperienze sentimentali, tramite le quali ho scoperto una Cassandra anche sensuale come tutte le donne.
5) Ti emoziona di più il calore del pubblico o l’ esecuzione magistrale di uno dei tuoi brani?
Il calore del pubblico è quello che mi dà la forza sia per salire sul palco sia per iniziare: se il calore è tanto allora è normale riuscire a tirare fuori il meglio di sé!
A volte, quando mi sono trovata davanti ad un pubblico difficile, mi sono però sentita in “competizione”, volevo riuscire a farli alzare da quelle sedie e a farli interagire con me perché quando ci riesci vi assicuro che il tutto è davvero energico.
6) Quanti album hai all’ attivo? Quali progetti hai in mente per il futuro?
Sono al mio secondo album, sono passati due anni da Gocce in Mare Aperto, un’esperienza sicuramente positiva ma che allo stesso tempo appartiene ad una Cassandra diversa da quella attuale.
Per il mio futuro mi auguro che questo disco prodotto da Mya Music e distribuito da Edel abbia il successo che merita e questo lo decreterà il pubblico. Mi auguro di partecipare al Festival di Sanremo, di presentarlo ad Amici e poi, ovviamente, per un futuro ancora più bello sarebbe sufficiente la salute, una bella famiglia, la felicità e,ancora, tanta tanta musica.
7) RadiostarTV, che cos’è per te? Perché ti sei iscritta?
Radiostar è arrivato per caso, mi ha segnalata una mia sostenitrice, infatti quando sono arrivate le domande non avevo capito di cosa si trattasse, poi mi sono informata e vi devo veramente un bel grazie! Radiostar è un’ opportunità, trattandosi di una webtv che permette a noi artisti di pubblicizzare il nostro lavoro e il nostro percorso.
8) Un sapore, un suono e una fragranza che descrivano la tua musica.
Ecco che arriva la domanda difficile, beh vuoi sapere come l’ho intesa? Allora,..un sapore potrebbe essere la marmellata alle more, perché è dolce ma non troppo quindi la mangeresti di continuo in più sta bene sul pane, sulle gallette, nello yogurt, sulla frutta..poi un suono potrebbe essere quello che emette il mare, può essere calmo, agitato, di diversi colori dati dalla luce del sole o dal fondale…
per finire la fragranza..beh ogni giorno sento tanti odori ma l’unico che mi rimane è sempre il solito: l’odore del profumo e della pelle di mia nonna..direi puro come la fragranza di un angelo.
9) Convinci gli amici di Radiostar a visitare la tua pagina e ascoltare i tuoi brani.
Amici di Radiostar visitate il mio sito www.cassandraderosa.it , leggete qualche informazione, fatevi un giro anche su youtube così nel frattempo mi potrete dire cosa ne pensate del mio nuovo singolo “Ma ora no” e poi deciderete voi se acquistare il mio disco su i tunes (dove esiste anche l’anteprima di ognuno degli 11 brani) o in un negozio di musica.
Se dovesse convincervi, anche perchè come si suol dire “provare per credere”, allora mi avrete resa felice: sarebbe un’ulteriore conferma della mia maturazione; in caso contrario sarei felice perché avrete comunque ascoltato la mia voce. Mi raccomando, non scaricatelo illegalmente."
"
"
(by Assurdo Pensare. Per leggere l'articolo cliccare sull'immagine, aprirla in un'altra scheda e ingrandirla XD)
"INTERVISTA A CASSANDRA DE ROSA
SEMPLICEMENTE LA MUSICA
di Valentina Greggio
Pubblicato domenica 16 ottobre 2011 - NSC anno VIII n. 2
Cassandra De Rosa racconta a NonSoloCinema del suo nuovo album "Semplicemente...Sole" e dei suoi progetti musicali.
NSC: Il tuo percorso musicale importante inzia con la partecipazione del 2007/8 ad Amici. Anno importante dal punto di vista dei concorrenti, ha vinto Marco Carta, c’era anche Laura Bonanno, ragazzi che poi si sono fatti notare dal pubblico. Come ricordi quella esperienza? Che cosa ti ha dato?
C.D.R.: Nel 2007/08 ho partecipato al talent show di canale 5 “Amici”. Dopo anni di gavetta come fanno tutti coloro che coltivano una passione, e avendo un età idonea per provare i concorsi, ho tentato quello più improbabile di "Amici". Dico improbabile perché per me era un sogno, lo vedevo lontano, non era realtà, ma credevo che solo quelli più bravi e con le giuste conoscenze potessero prenderne parte. Dopo tre anni di provini e porte in faccia però arrivò il mio momento! Ero incredula, stava accadendo proprio a me! Lo ricordo come se fosse ora: è stato un grande regalo dopo un lungo periodo di gavetta e di sofferenze che si provano quotidianamente nella vita. Iniziò così l’ avventura. Essere allieva di una delle più prestigiose scuole della tv italiana non era per niente male e chi se lo sarebbe mai aspettato! Durante le prime serate del serale, dopo aver affrontato nei mesi precedenti un percorso che mi aveva portata a perdere le certezze con cui ero entrata, ho dimostrato una grinta nuova, spogliandomi delle mie paure serata dopo serata, raggiungendo un livello professionale molto alto: mi ricordo gli apprezzamenti e i complimenti positivi dopo l’esibizione con Gianni Morandi, perfino mi dissero che ero già pronta per un palcoscenico come quello sanremese. A due settimane dalla finalissima sono stata eliminata nonostante la quarta posizione in classifica, ma l’eliminazione è stata comunque un’occasione positiva: ha fatto parlare di me, mi ha fatto conoscere i miei sostenitori e mi ha catapultata a esibirmi su palchi rinomati in occasione del tour di "Amici". Nel mio anno vinse Marco Carta che adesso conosciamo tutti per i suoi numerevoli successi.
NSC: Con Marco Carta ti sei esibita insieme. Sei rimasta in contatto con alcuni di loro?
C.D.R.: Con Marco Carta mi sono esibita sul palco di Amici e grazie a lui anche sul palco dell’Alcatraz durante una delle tante tappe del suo tour: quella sera era presente un grande pubblico, ma anche Laura Pausini e Paolo Carta; indubbiamente è stata una grande occasione. Sono rimasta in ottimi rapporti anche con molti altri dei miei colleghi della scuola di Amici di altre edizioni.
NSC: Cosa ne pensi di tutti i nuovi talent musicali che si sono sviluppati in questi anni?
C.D.R.: “Amici” è l’unico nel suo genere, gli altri programmi sono altrettanto validi e da apprezzare però: basti pensare al caso Tony Maiello bocciato ad Amici, ma arrivato in finale a X-Factor! Ci sono poi anche i talent per i più piccoli, dove possiamo ascoltare bambini e adolescenti con grandi capacità vocali.
NSC: Consiglieresti a un ragazzo con la passione per la musica a partecipare?
C.D.R.: In questi ultimi anni ho scoperto tante persone che mi sostengono e mi apprezzano, ma tanti anche che mi giudicano perchè vengo da un talent televisivo; ultimamente mi è capitato di vedere queste persone durante i provini che mandano in onda: credo che si possa essere musicista e affermarsi suonando in grandi band o per grandi artisti senza la necessità di essere riconosciuti per strada. Oltre alla pura passione per la musica c’è anche interesse verso la notorietà che ti danno questi talent, che ti danno visibilità e la possibilità di essere poi contattati dalle grandi major e di avere quindi un gran pubblico che ti segue. I grandi cantanti che abbiamo nel panorama musicale italiano hanno partecipato a Sanremo, Festivalbar, altri sono emersi e basta; dipende credo da quello che cerchi e che vuoi fare, ma anche dalla fortuna e dal talento.
NSC: E’ uscito il tuo album Semplicemente...sole, dopo l’esperienza del tuo primo Ep del 2009 Goccie in mare aperto. Emozionata alla "prova" album?
C.D.R.: Sono passati due anni da Gocce in Mare Aperto, un’esperienza sicuramente positiva ma che rispecchia una Cassandra diversa da quella attuale. Con quest’ultimo lavoro discografico, in particolare, mi aspetto che i miei sostenitori notino la mia maturazione artistica della quale sono davvero soddisfatta! Per me è stato un sogno sin dalle prime fasi della realizzazione dell’album: registrarlo negli stessi studi dove hanno inciso altri grandi artisti internazionali (Adele, Leona Lewis, Michael Bublè) mi ha fatto sentire al settimo cielo. Sono davvero emozionata per questo, è una grande responsabilità, ma ho tenacia e ho tante belle persone intorno che mi sostengono.
NSC: Cosa puoi raccontarci della lavorazione? Quanto tempo ti ha impegnato?
C.D.R.: Questo progetto ha richiesto molto tempo sia da parte degli autori che da parte mia. Vi ho dedicato più di un anno della mia vita, perchè ogni canzone potesse essere una parte di me: tutto il lavoro di introspezione che avevo intrapreso non era ancora sufficiente per far sì che il progetto avesse la qualità che ci aspettavamo. Per questo motivo abbiamo voluto andare a Londra, proprio per staccarci da quelli che sono gli stereotipi italiani attuali, che noi artisti usciti dai talent facciamo tanta fatica a scrollarci di dosso.
NSC: Nell’album si mescolano varie sonorità, dal rock melodico di Ma ora no a quelle più intime di Opportunità. L’album è anche un lavoro sulle emozioni?
C.D.R.: L’album parla di me e delle emozioni provate in questi 2 anni di "silenzio". C’è dietro un lungo lavoro di introspezione: si parla di tradimento, di sensualità, di scelte importanti, di gioie e dolori vissuti sia all’interno di una coppia ma anche provati nel ruolo di figlia. Si trattano anche temi riguardanti il degrado sociale.
NSC: C’è una canzone dell’album a cui sei particolarmente legata?
C.D.R.: L’intero album rispecchia una mia condizione personale; forse è anche grazie a questo che sono riuscita a dare il meglio di me nell’interpretarlo.
NSC: Ti coprirei d’amore, Non mi manchi neanche un po’ Devi fidarti di te portano anche la tua firma. Com’è stata l’esperienza con la scrittura?
C.D.R.: Questi brani che hai menzionato portano la mia firma, ma anche la grande firma di Saverio Grandi, colui che ha iniziato subito dopo Amici a condurmi su questa via. E’ stata una bellissima esperienza e spero di coltivarla nel tempo per farsì che il mio messaggio arrivi sempre più diretto a chi mi ascolta.
NSC: Quali sono i tuoi progetti? Dei concerti dal vivo?
C.D.R.: I miei progetti sono tanti: spero che questo disco abbia il giusto riscontro con gli ascoltatori, spero di riuscire a partecipare al Festival di Sanremo e spero, con l’arrivo delle festività e la prossima stagione estiva, di esibirmi in concerti live. La mia etichetta discografica si sta già mettendo in contatto con diverse agenzie. Colgo l’occasione per invitare chiunque fosse interessato ai miei live di contattarci tramite il sito www.cassandraderosa.it"
Sul nostro canale youtube (http://www.youtube.com/user/cosabolleinpentola?feature=chclk#p/u ) potete trovarne diverse, di interviste del genere..io vi segnalo l'intervista di Cassandra a radio Rai Internazionale:
PRIMA PARTE:
SECONDA PARTE:
TERZA PARTE:
QUARTA E ULTIMA PARTE:
FONTE
(per i due articoli)
http://www.radiostar.it/dettnews_blog.php?idpost=1&data=15%3A09%3A30
http://www.nonsolocinema.com/Intervista-a-Cassandra-De-Rosa_23744.html
Siamo un popolo con dei ragazzi socialmente inutili!
Facinorosi, è questo il termine che ieri ho sentito spesso usare per descrivere quei ragazzi che hanno devastato Roma.
(facinoroso - dal latino facinoris "atto colpevole"...)
Ragazzi che hanno oscurato altri ragazzi.
Ragazzi provenienti non solo da Roma o dal Lazio, ma anche da altre regioni d'Italia (Puglia, Sicilia...) che invece di "indignarsi" pacificamente contro la situazione economica del paese, che tiene sotto scacco gran parte della popolazione: quella che non riesce ad arrivare alla fine del mese, quella sommersa da debiti, quella inghiottita dalle tasse ecc, si sono "indignati" a suon di spranghe, bombe carta, san pietrini, estintori, pietre contro delle utilitarie parcheggiate, appartenute magari a ragazzi come loro. Contro una statua della Madonna, portata per strada e distrutta. Contro supermercati. Contro cassonetti della spazzatura.
Dalle immagini viste ieri, mi sono sembrati dei ragazzi senza ideali.
Annoiati, più che arrabbiati!
-Sai cosa mi va di fare oggi? Andiamo a distruggere un pò in giro la città.
-Perchè?
-Boh...
Ragazzi senza uno scopo.
Possono avere tutti i problemi di questo mondo: famiglie disastrate, vita vissuta in dei centri sociali, povertà...Non hanno giustificazioni!
Chi non ha dei problemi nella vita? Tutti. Ma mica si risolvono sfasciando la macchina del vicino di casa?!
Ho visto molto spesso cose senza senso, in Italia, come ormai d'abitudine, ma in più, ieri, ho provato una profonda vergogna.
Mi sono vergognata di essere italiana!
Sfido chiunque a non esserlo, quando poi si viene a sapere che questa manifestazione ha visto sfilare PACIFICAMENTE milioni di persone nel mondo.
Sfilavano arrabbiati, gridavano il loro sdegno per la situazione in cui si è costretti a vivere. Nessuno, però, ha provocato alla violenza, tranne che qui..nel "bel paese".
Quella violenza che ieri, per me, ha toccato il culmine con l'incendio appiccato ad una camionetta dei carabinieri.
Nessuno è morto, centinaia i feriti...un milione di danni per Roma.
Una brutta pagina di storia contemporanea per il nostro paese.
L'ennesima!
(facinoroso - dal latino facinoris "atto colpevole"...)
Ragazzi che hanno oscurato altri ragazzi.
Ragazzi provenienti non solo da Roma o dal Lazio, ma anche da altre regioni d'Italia (Puglia, Sicilia...) che invece di "indignarsi" pacificamente contro la situazione economica del paese, che tiene sotto scacco gran parte della popolazione: quella che non riesce ad arrivare alla fine del mese, quella sommersa da debiti, quella inghiottita dalle tasse ecc, si sono "indignati" a suon di spranghe, bombe carta, san pietrini, estintori, pietre contro delle utilitarie parcheggiate, appartenute magari a ragazzi come loro. Contro una statua della Madonna, portata per strada e distrutta. Contro supermercati. Contro cassonetti della spazzatura.
Dalle immagini viste ieri, mi sono sembrati dei ragazzi senza ideali.
Annoiati, più che arrabbiati!
-Sai cosa mi va di fare oggi? Andiamo a distruggere un pò in giro la città.
-Perchè?
-Boh...
Ragazzi senza uno scopo.
Possono avere tutti i problemi di questo mondo: famiglie disastrate, vita vissuta in dei centri sociali, povertà...Non hanno giustificazioni!
Chi non ha dei problemi nella vita? Tutti. Ma mica si risolvono sfasciando la macchina del vicino di casa?!
Ho visto molto spesso cose senza senso, in Italia, come ormai d'abitudine, ma in più, ieri, ho provato una profonda vergogna.
Mi sono vergognata di essere italiana!
Sfido chiunque a non esserlo, quando poi si viene a sapere che questa manifestazione ha visto sfilare PACIFICAMENTE milioni di persone nel mondo.
Sfilavano arrabbiati, gridavano il loro sdegno per la situazione in cui si è costretti a vivere. Nessuno, però, ha provocato alla violenza, tranne che qui..nel "bel paese".
Quella violenza che ieri, per me, ha toccato il culmine con l'incendio appiccato ad una camionetta dei carabinieri.
Nessuno è morto, centinaia i feriti...un milione di danni per Roma.
Una brutta pagina di storia contemporanea per il nostro paese.
L'ennesima!
sabato 8 ottobre 2011
L'angolo della poesia 10
Per questo "angolo" ho chiesto aiuto alle mie amiche letterate :D...Ero un pò a corto di idee sinceramente. Mi sono arrivati una valanga di messaggi ihihihih vedrò di sfruttarli per i prossimi post :)...
Comincio dalla poesia consigliata della mia amica Rossella :)
HO SCESO DANDOTI IL BRACCIO
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
L'intramontabile Montale! Eh
(Mi ricorda l'esame di letteratura contemporanea...che bella fatica che è stata :D..)
Poesia questa, che fa parte della seconda serie della raccolta di poesie Satura. Serie chiamata Xenion II, dal termine latino Xenia "offerte votive per i defunti" o "doni ospitali".
A chi da il braccio, scendendo "almeno un milione di scale"?...Alla moglie Drusilla Tanzi, soprannominata Mosca, scomparsa nel 1963.
Montale ricorda la moglie in una dimensione di quotidianità, la ricorda nella sua miopia, nella sua saggezza. Era solito offrire alla moglie il braccio per scendere le scale, condividendo con lei le difficoltà quotidiane nel viaggio della vita. Rimasto solo ne terribilmente sente la mancanza.
Era Mosca a fargli da guida e le sue pupille offuscate erano le uniche a vedere: era lei, cioè, a cogliere con gli occhi dell'anima il senso profondo del reale. La miopia della moglie assume un significato particolare nel momento in cui il poeta sottolinea la propria stanchezza esistenziale: vivendo con lei, egli ha conquistato la capacità di vedere, non teme più gli inganni e gli insuccessi, e ora le preoccupazioni della vita gli appaiono trappole prive di significato. Attraverso la metafora del viaggio, Montale ribadisce la propria concezione dell'esistenza: la realtà non è quella che si vede con gli occhi e si percepisce con i sensi, fatta di impegni e casualità (coincidenze e prenotazioni), insidie e delusioni (trappole e scorni), ma è qualcosa che va al di là delle apparenze e resta misteriosa per l'uomo.
Comincio dalla poesia consigliata della mia amica Rossella :)
HO SCESO DANDOTI IL BRACCIO
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
L'intramontabile Montale! Eh
(Mi ricorda l'esame di letteratura contemporanea...che bella fatica che è stata :D..)
Poesia questa, che fa parte della seconda serie della raccolta di poesie Satura. Serie chiamata Xenion II, dal termine latino Xenia "offerte votive per i defunti" o "doni ospitali".
A chi da il braccio, scendendo "almeno un milione di scale"?...Alla moglie Drusilla Tanzi, soprannominata Mosca, scomparsa nel 1963.
Montale ricorda la moglie in una dimensione di quotidianità, la ricorda nella sua miopia, nella sua saggezza. Era solito offrire alla moglie il braccio per scendere le scale, condividendo con lei le difficoltà quotidiane nel viaggio della vita. Rimasto solo ne terribilmente sente la mancanza.
Era Mosca a fargli da guida e le sue pupille offuscate erano le uniche a vedere: era lei, cioè, a cogliere con gli occhi dell'anima il senso profondo del reale. La miopia della moglie assume un significato particolare nel momento in cui il poeta sottolinea la propria stanchezza esistenziale: vivendo con lei, egli ha conquistato la capacità di vedere, non teme più gli inganni e gli insuccessi, e ora le preoccupazioni della vita gli appaiono trappole prive di significato. Attraverso la metafora del viaggio, Montale ribadisce la propria concezione dell'esistenza: la realtà non è quella che si vede con gli occhi e si percepisce con i sensi, fatta di impegni e casualità (coincidenze e prenotazioni), insidie e delusioni (trappole e scorni), ma è qualcosa che va al di là delle apparenze e resta misteriosa per l'uomo.
mercoledì 5 ottobre 2011
Cassandra su TGCOM - 5 ottobre 2011 - :)
"Dopo gioie e dolori di Amici, rinasco col sole"
Cassandra De Rosa pubblica il nuovo album e valuta la possibilità di tornare ad Amici
15:12 - E' uscito l'album "Semplicemente... Sole" di Cassandra De Rosa che ha partecipato ad "Amici 2007". Nuovo look e taglio sbarazzino per la cantante fiorentina: "Servono a identificare quella che sono io oggi dopo questi anni di riflessione e maturazione. Dopo le gioie e i dolori di "Amici", "Semplicemente... Sole" segna la mia rinascita". Quest'anno al talent di Canale 5 potrebbero tornare le vecchie glorie e a Cassandra non dispiacerebbe...
Quanto lavoro c'è stato dietro questo album?
In effetti questo progetto ha richiesto molto tempo sia da parte degli autori che da parte mia. Vi ho dedicato più di un anno della mia vita, perchè ogni canzone potesse essere una parte di me: tutto il lavoro di introspezione che avevo intrapreso non erano ancora sufficienti per dare la qualità che ci aspettavamo al progetto. Per questo siamo voluti andare a Londra per staccarci da quelli che sono gli stereotipi italiani attuali, che appiccicano soprattutto a noi che usciamo dai talent. Inoltre ho coronato il sogno di registrare negli storici Abbey Road Studios, dove sono passati i Beatles e tanti altri prima di me: un onore!
In "Semplicemente... Sole" gli uomini appaiono per natura traditori e invece le donne?
Per esperienza personale credo che per natura gli uomini non siano monogami. Anche le donne sono in grado di tradire, solo che penso che ad una donna succeda quando davvero non è più innamorata del suo uomo, anche se comunque è sbagliato.
La sensualità è protagonista assoluta della canzone "Ti coprirei d'amore", in che quali momenti utilizzi il tuo fascino?
Questo disco sinceramente mi rappresenta, in tutti i suoi aspetti. Come ogni donna anche io ho un lato sensuale: per quanto mi riguarda non lo tiro fuori a comando, penso sia molto naturale e vada in base alle situazioni. In “Ti Coprirei D'amore” il desiderio è condiviso da entrambi e quindi la sensualità esplode!
"Tu sarai" parla anche di tradimento, come mai gli uomini non scelgono mai l'amante?
Per quanto mi riguarda la pigrizia e la comodità molto spesso determinano le scelte degli uomini.
C'è sofferenza in "Quando tutto era amore"...
"Quando tutto era amore" è parte di me, parla della mia esperienza. So che è difficile pensare che questo testo non sia dedicato ad un uomo, ma è proprio così. Nella vita non ho sofferto solo come donna, ma anche come figlia... Questa esperienza mi ha sicuramente fortificata, lasciandomi però un grande vuoto, che spero di colmare al più presto.
Ad Amici sembra che torneranno le "vecchie glorie" per nuove sfide dentro la scuola vorresti essere convocata?
Amici per me è stata una gran bella esperienza, quindi mi piacerebbe assolutamente poterla rivivere e se potessi esprimere un desiderio vorrei riviverla più consapevole di me e con gioia, non più come una sfida.
Ecco la tracklist di "Semplicemente... Sole": “Ma Ora No”, “Semplicemente Il Sole”, “Ti Coprirei D'amore”, “Opportunità”, “Bronx”, “Diverso”, “Non Mi Manchi Neanche Un Po’”, “Tu Sarai”, “Devi Fidarti Di Te”, “Cellule” e “Quando Tutto Era Amore”.
FONTE:
http://www.tgcom.mediaset.it/spettacolo/articoli/1023377/cassandra-rinasco-dopo-amici.shtml
Cassandra De Rosa pubblica il nuovo album e valuta la possibilità di tornare ad Amici
15:12 - E' uscito l'album "Semplicemente... Sole" di Cassandra De Rosa che ha partecipato ad "Amici 2007". Nuovo look e taglio sbarazzino per la cantante fiorentina: "Servono a identificare quella che sono io oggi dopo questi anni di riflessione e maturazione. Dopo le gioie e i dolori di "Amici", "Semplicemente... Sole" segna la mia rinascita". Quest'anno al talent di Canale 5 potrebbero tornare le vecchie glorie e a Cassandra non dispiacerebbe...
Quanto lavoro c'è stato dietro questo album?
In effetti questo progetto ha richiesto molto tempo sia da parte degli autori che da parte mia. Vi ho dedicato più di un anno della mia vita, perchè ogni canzone potesse essere una parte di me: tutto il lavoro di introspezione che avevo intrapreso non erano ancora sufficienti per dare la qualità che ci aspettavamo al progetto. Per questo siamo voluti andare a Londra per staccarci da quelli che sono gli stereotipi italiani attuali, che appiccicano soprattutto a noi che usciamo dai talent. Inoltre ho coronato il sogno di registrare negli storici Abbey Road Studios, dove sono passati i Beatles e tanti altri prima di me: un onore!
In "Semplicemente... Sole" gli uomini appaiono per natura traditori e invece le donne?
Per esperienza personale credo che per natura gli uomini non siano monogami. Anche le donne sono in grado di tradire, solo che penso che ad una donna succeda quando davvero non è più innamorata del suo uomo, anche se comunque è sbagliato.
La sensualità è protagonista assoluta della canzone "Ti coprirei d'amore", in che quali momenti utilizzi il tuo fascino?
Questo disco sinceramente mi rappresenta, in tutti i suoi aspetti. Come ogni donna anche io ho un lato sensuale: per quanto mi riguarda non lo tiro fuori a comando, penso sia molto naturale e vada in base alle situazioni. In “Ti Coprirei D'amore” il desiderio è condiviso da entrambi e quindi la sensualità esplode!
"Tu sarai" parla anche di tradimento, come mai gli uomini non scelgono mai l'amante?
Per quanto mi riguarda la pigrizia e la comodità molto spesso determinano le scelte degli uomini.
C'è sofferenza in "Quando tutto era amore"...
"Quando tutto era amore" è parte di me, parla della mia esperienza. So che è difficile pensare che questo testo non sia dedicato ad un uomo, ma è proprio così. Nella vita non ho sofferto solo come donna, ma anche come figlia... Questa esperienza mi ha sicuramente fortificata, lasciandomi però un grande vuoto, che spero di colmare al più presto.
Ad Amici sembra che torneranno le "vecchie glorie" per nuove sfide dentro la scuola vorresti essere convocata?
Amici per me è stata una gran bella esperienza, quindi mi piacerebbe assolutamente poterla rivivere e se potessi esprimere un desiderio vorrei riviverla più consapevole di me e con gioia, non più come una sfida.
Ecco la tracklist di "Semplicemente... Sole": “Ma Ora No”, “Semplicemente Il Sole”, “Ti Coprirei D'amore”, “Opportunità”, “Bronx”, “Diverso”, “Non Mi Manchi Neanche Un Po’”, “Tu Sarai”, “Devi Fidarti Di Te”, “Cellule” e “Quando Tutto Era Amore”.
FONTE:
http://www.tgcom.mediaset.it/spettacolo/articoli/1023377/cassandra-rinasco-dopo-amici.shtml
domenica 2 ottobre 2011
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